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Cooperativa Lou Dzeut

La cooperativa Lou Dzeut è stata costituita a Champorcher nel 1989. Maria Gontier presidente per quasi venti anni con passione, dedizione e tenacia ha operato affinché la cooperativa potesse continuare a mantenere le  tradizioni offrendo alle donne locali la possibilità di svolgere un attività che ancor oggi come lo è stata in passato rappresenta un importante integrazione al reddito famigliare. Sul filo della memoria la cooperativa Lou Dzeut continua la rinomata attività artigianale tessendo a mano la tela di canapa,  confezionando  e ricamando corredi e manufatti che sottintendono una  storia e una memoria accertata in modo da garantire unicità e qualità ai prodotti realizzati. Non a caso il nome scelto per la cooperativa è stato “Lou Dzeut”, parola che nel patois locale ha due significati: sciame, che come tale avrebbe potuto volare e perdersi oppure, nell’alveare, dare inizio ad un’intensa vita d’impegno, ricerca e comune collaborazione; germoglio, nella speranza che crescesse e diventasse albero capace di portare fronde, fiore e frutti alla comunità locale.

Oggi la cooperativa dispone di telai manuali in legno di antico modello. Tessere su questi telai, in cui le mani e i piedi della tessitrice si muovono aritmicamente, come ingranaggi di una macchina, resta sempre un’ attività d’altri tempi, faticosa, impegnativa, ma affascinante in quanto la qualità  viene prima della quantità. Nell’eseguire le lavorazioni di grande precisione, le ricamatrici e la sarta attingono  al vasto campionario di pezzi che costituivano il corredo delle famiglie di un tempo in cui la praticità, la robustezza, la sobria eleganza dei capi e l’abilità con cui essi sono stati realizzati  affascinano ancora oggi. Due tessitrici, una maestra di cucito e una merlettaia rappresentano una realtà significativa di produzione di reddito per le donne che in queste aree periferiche, riuscirebbero difficilmente a trovare altre attività economiche soddisfacenti proporzionate alle proprie esigenze, impegni familiari e attività agricola.

Per saperne di più

La lana e la canapa sono state  le materie prime prodotte e lavorate in proprio da cui le comunità di montagna ricavarono le fibre tessili per la realizzazione di capi di abbigliamento, corredi e teli da lavoro secondo le  proprie necessità ed esigenze. Dalla canapa, materia prima largamente coltivata in Valle d’Aosta come in tutto l’arco alpino, in prossimità dei corsi d’acqua, si ricavava una fibra più robusta della lana e più resistente all’usura, da cui si otteneva un filato che a seconda della finezza o rusticità veniva tessuto per confezionare biancheria e indumenti, teli per il bucato e per il  fieno, cuscini da trasporto, e sacchi, nonché per produrre spago per cucire le suole delle pantofole, cordicelle e legacci ampiamente utilizzati nei lavori agricoli.

La canapa, per ragioni climatiche, non veniva più coltivata a Champorcher già alla fine del ‘700 ma era trasportata a spalle dai luoghi di produzione in questa vallata ricca d’ acqua per la presenza del torrente Ayasse. I mannelli venivano accatastati e trattenuti a bagno da grosse pietre in insenature naturali della roccia e avvallamenti, lungo il torrente in modo tale da  avere un  ricambio  d’acqua pulita e corrente che garantiva una corretta macerazione dei vegetali. Alla fine di successive lavorazioni, battitura per la scortecciatura, pettinatura e cardatura si otteneva la fibra da filare e poi tessere. La tessitura è stata nei secoli scorsi una delle attività prevalenti della comunità di Champorcher. Durante i lunghi inverni,  si filava e tesseva la tela di lana ma soprattutto di canapa (teila de meison) per il proprio uso e consumo ma anche in conto terzi come integrazione del reddito agricolo.

In autunno, prima che la neve isolasse il paese da Arnad, Issogne e Verrès, passando dal Plan Fenetre e persino da Chambave passando dall’envers, o dalla Bassa Valle e dal Canavese il filo di canapa in gomitoli e matasse veniva portato a tessere nelle varie famiglie di Champorcher, a primavera veniva restituito sotto forma di tessuto. I telai erano robusti, costruiti in legno di larice da falegnami locali e collocati nelle stalle dove l’umidità costante dovuta alla presenza degli animali era la condizione indispensabile alla tessitura del filato di canapa di natura  piuttosto ruvido, rigido e poco scorrevole, soprattutto quando filato a mano. In ogni famiglia i compiti erano suddivisi: gli uomini erano addetti alla cardatura e alla preparazione delle spole per la navetta, le donne filavano e tessevano.

INFO

Cooperativa Lou Dzeut

Località Chardonney
11020 Champorcher (Ao)
T. + 39 0125 37327
info@tessereamano.com