Archivio mostre

Wildlife Photographer of the Year 2016

Il Forte ha ospitato le immagini premiate alla 52esima edizione della mostra Wildlife Photographer of the Year promossa dal Natural History Museum di Londra. L'anteprima esclusiva per l'Italia è stata presentata al Forte di Bard e resterà aperta al pubblico dal 4 febbraio sino al 4 giugno 2017. Il pubblico ha potuto ammirare un’emozionante gallery che ripercorre gli scatti più spettacolari realizzati nel 2016: 100 immagini che testimoniano il lato più affascinante del mondo animale e vegetale, spaziando da sorprendenti ritrattirubati ai più sublimi paesaggi del nostro pianeta. Vincitore assoluto, il fotografo americano Tim Laman con lo scatto “Vite intrecciate”: la fotografia immortala un orangotango del Borneo che si arrampica sul tronco di un albero, come una fuga simbolica dalla distruzione della foresta pluviale indonesiana, suo habitat naturale. Ha invece 16 anni l’autore del miglior scatto per la categoria giovani: dalla Gran Bretagna, Gideon Knight ha catturato la silhouette di un corvo e del sicomoro su cui riposa, poetiche figure nere che si stagliano contro il profondo blu e la luna di un magico cielo notturno.

Discovering Tiziano

Come dipingeva Tiziano? Quale forza creativa ispirava il suo pennello? Perché tornava a distanza di tempo sullo stesso soggetto? Quale differenza c’è tra una replica e una copia? L’evento Discovering Tiziano, dall'11 marzo al 4 giugno 2017, tenta di rispondere a queste domande presentando, all'interno della Cappella della fortezza, il capolavoro Deposizione di Gesù Cristo al Sepolcro (olio su tela, 138 x 177 cm, collezione privata). Accanto all'opera sono illustrati i risultati dello studio iconografico e storico-artistico che hanno determinato l’attribuzione al grande pittore cinquecentesco.

Robert Doisneau. Icônes

Il Forte di Bard ha dedicato una mostra ad uno dei più grandi fotografi del Novecento. Robert Doisneau. Icônes, a cura dell’Atelier Robert Doisneau di Parigi e dell'Associazione Forte di Bard, ha presentato una nuova selezione di fotografie realizzate dal grande artista francese nel corso della sua straordinaria carriera. Fil rouge del percorso la iconicità delle immagini, quelle che maggiormente hanno saputo conquistare l’immaginario collettivo e il grande pubblico, a partire dal celebre bacio del 1950, Le baiser de l’Hôtel de ville.Doisneau viene definito per i suoi ritratti e la sua straordinaria capacità di raccontare la realtà nella sua quotidianità, un esponente della “fotografia umanista". E' lui, meglio di ogni altro, ad aver immortalato i miti e le icone della Parigi del '900, cogliendone appieno il loro fascino. 

Avengers: Age of Ultron - The Exhibit

Dopo l'uscita nelle sale cinematografiche di Avengers: Age of Ultron, il Forte di Bard ha curato sino al 6 gennaio 2017 una mostra che ha celebrato il successo del film proponendo un coinvolgente itinerario alla scoperta del dietro le quinte. L’universo Marvel nell'esposizione è stato rappresentato da costumi e oggetti originali di scena, come il potente Martello di Thor o lo Scudo di Captain America, oltre all’abito originale della vedova Nera (Black Widow), l’Hulkbuster Gauntlet (il Guanto Demolitore di Hulk, parte della dotazione di Iron Man) e lo scettro di Loki. E' stato possibile rivivere le atmosfere leggendarie del film attraverso ricostruzioni, effetti sonori e video. Inediti filmati di backstage girati nelle location valdostane hanno permesso inoltre ai visitatori di vedere ciò che accade sul set. In una sala è stato anche ricreato un set con le scenografie utilizzate nelle riprese e l'impiego di materiale di scena per calare il pubblico nell'atmosfera originale del film. Presentati approfondimenti tematici attraverso una serie di pannelli dedicati ai singoli personaggi, al glossario dei termini tecnici utilizzati sul set.

World Press Photo 2016

Dal 7 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017, l’esposizione ha offerto l’occasione unica per rivivere il 2015 attraverso gli occhi dei più grandi fotoreporter di oggi attraverso scatti che raccontano, denunciano, enfatizzano e racchiudono in una cornice la nostra storia. Per questa edizione la giuria del prestigioso concorso ha esaminato 82.851 immagini pubblicate sui giornali e proposte da 5.775 fotografi di 128 diversi Paesi. Premiati 41 fotografi provenienti da 21 nazionalità. In mostra anche la Foto dell’anno 2015 “Hope for a new life” (Speranza di una nuova vita), dell’australiano Warren Richardson, scattata nella notte del 28 agosto che ritrae un uomo mentre aiuta a far passare un bambino attraverso il filo spinato sul confine serbo-ungherese a Röszke.

Marc Chagall. La Vie

La vocazione poetica dell'arte di Marc Chagall è stata il tema centrale della mostra che il Forte di Bard ha dedicato al grande artista russo. L'esposizione prende il titolo dall'imponente olio su tela realizzato nel 1964, di proprietà della Fondation Marguerite et Aimé Maeght di Saint-Paul-de-Vence, elemento centrale dell'intero percorso espositivo. L’opera La Vie riunisce in sé la maggior parte dei temi che caratterizzano la produzione artistica di Chagall. I legami riscontrabili fra questo dipinto e i temi appartenenti alla sua cultura figurativa invitano a instaurare una relazione dialettica con le altre opere, di tipologia differente, proposte nel percorso di visita. Attraverso questa autobiografia per immagini, il pubblico è invitato a una nuova lettura di un’opera iconograficamente ricca. Marc Chagall si è confrontato con tutte le correnti della pittura moderna, costruendo un itinerario artistico del tutto singolare. È un maestro del colore ed è seguendo questo filo conduttore che la mostra espone, attraverso un'ampia scelta di dipinti, acquerelli, gouaches, litografie, ceramiche, tappezzerie, la sua visione artistica: quella di un universo riconciliato grazie alla vita, all’amore e all’arte. 

Elliott Erwitt. Retrospective

Realizzata dall’Associazione Forte di Bard in collaborazione con Magnum Photos International Paris, l’esposizione ha presentato un nuovo progetto di retrospettiva dell’immensa opera di Elliott Erwitt, uno dei protagonisti della fotografia del nostro tempo. Le immagini sono state selezionate tra quelle più iconiche della sua immensa produzione e coprono un arco temporale che va dal 1948 al 2005. Curata da Andrea Holzherr e Gabriele Accornero, la mostra ha visto esposte 137 fotografie suddivise in nove sezioni tra scatti in bianco e nero e a colori: Beach, Between the sexes, Cities-Architecture, Abstractions, Museums, Dogs, Kids, Women, Personalities. In mostra anche un video con un'intervista inedita registrata in esclusiva per il Forte di Bard nel suo studio di New York.

Marco Del Re. Madri italiane

La mostra ha presentato dal mese di aprile a novembre 2016, un insieme di bassorilievi in gesso espressamente creati per essere collocati nella sala della Polveriera del Forte. Le composizioni hanno come soggetto le Madri Italiane, prospere figure femminili di gusto arcadico, genitrici e protettrici delle arti, che si integrano perfettamente tra le feritoie, i varchi, le volte dell’ambiente. Un omaggio ai riferimenti culturali da sempre cari all’artista, costantemente riattualizzati attraverso la sua multiforme pratica artistica: la statuaria romana, il primitivismo italiano, i maestri delle avanguardie del Novecento, con particolare attenzione a Henri Matisse, Georges Braque, Giorgio De Chirico.

Wildlife Photographer of the Year 2015

Per il settimo anno il Forte di Bard ha ospitato in esclusiva, dal 3 febbraio al 2 giugno 2016, la prima tappa italiana del tour mondiale della mostra Wildlife Photographer of the year, l'evento più prestigioso e importante nell'ambito della fotografia naturalistica. Presenti in mostra oltre cento emozionanti immagini, vincitrici nelle 18 categorie del premio indetto dal Natural History Museum di Londra in collaborazione con il BBC Wildlife Magazine, giunto alla sua 51esima edizione. Quest’anno hanno partecipato 42.000 concorrenti, provenienti da 96 paesi del mondo, valutati da una giuria internazionale di stimati esperti e fotografi naturalisti. L’immagine vincitrice è A tale of two foxes di Don Gutoski (Canada). Lo scatto ritrae una volpe rossa che trascina la carcassa di una volpe artica, nelWapusk National Park in Canada.  Ruffs on display di Ondřej Pelánek della Repubblica Ceca è invece la foto vincitrice assoluta nella sezione Giovani.

Golden Age

Dal 5 dicembre 2015 al 2 giugno 2016, la mostra presenta 114 dipinti rappresentativi del Secolo d’Oro della pittura fiamminga e olandese del Seicento e Settecento: il nucleo più cospicuo è stato concesso in prestito dalla Collezione Hohenbuchau, straordinaria raccolta privata in deposito permanente nelle gallerie della Collezione del Principe del Liechtenstein a Vienna, affiancato da una preziosa serie di opere di proprietà del Principe del Liechtenstein. La Collezione Hohenbuchau, creata dalla passione e dalla competenza di Renate e Otto Fassbender, è una delle più grandi e completecollezioni al mondo d'opere d'arte barocca dell’Europa settentrionale raccolte negli ultimi decenni, ed è principalmente composta di dipinti di artisti olandesi e fiamminghi del diciassettesimo secolo. I dipinti dei pittori olandesi e fiamminghi da sempre sono stati oggetto di grande ammirazione, essendo collezionati per il loro naturalismo e maestria tecnica. 

World Press Photo 2015

Il Forte di Bard ha ospitato dal 5 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016, l'edizione 2015 della mostra World Press Photo, risultato del più importante concorso internazionale di fotogiornalismo organizzato dal 1955, dalla World Press Photo. Per questa edizione, le immagini sottoposte alla giuria sono state 97.912, inviate da 5.692 fotografi professionisti di 131 nazionalità. Sono stati premiati 41 fotografi di 17 diverse nazionalità: Australia, Bangladesh, Belgio, Cina, Danimarca, Eritrea, Francia, Germania, Iran, Irlanda, Italia, Polonia, Russia, Svezia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. La Foto dell’anno 2014 è del danese Mads Nissen. L’immagine mostra Jon ed Alex, una coppia gay, durante un momento intimo a San Pietroburgo in Russia. La vita per le lesbiche, gli omosessuali e i transessuali sta diventando sempre più difficile in Russia. 

Da Bellini a Tiepolo. Capolavori dell'Accademia dei Concordi

Una selezione di 52 capolavori provenienti dalla Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile di Rovigo offre una sorprendente panoramica della stagione artistica che va dal Quattrocento al Settecento. La collezione è frutto della passione per la pittura di alcune nobili famiglie rodigine che nell’Ottocento donarono le loro quadrerie all’Accademia e al Seminario Vescovile. Esposte opere di Quirizio da Murano, Giovanni Bellini, Tiziano, Palma il Vecchio, Tintoretto. Ad arricchire il nucleo di opere del Rinascimento, alcune testimonianze della Scuola Ferrarese ed Emiliana di Ippolito Scarsella e del Domenichino. La grande stagione del Seicento Veneto è rappresentata dalle tele di Pietro Vecchia, Pietro Bellotti e Bernardo Strozzi; il Settecento da Luca Giordano, Giambattista Piazzetta, Giambattista Pittoni, Giuseppe Nogari e Alessandro Longhi. La pittura di paesaggio è affidata ai toni cromatici luminosi di Luca Carlevarijs e ai paesaggi arcadici di Francesco Zais. In mostra anche una ricca galleria di ritratti firmati da Rosalba Carriera, Alessandro Longhi e Giambattista Tiepolo.
 

Salgado. Genesi
Genesi è l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo: uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda. La terra come risorsa, magnifica da contemplare, conoscere, amare. La mostra ha accolto ben 245 fotografie frutto del viaggio che il fotografo ha compiuto nei cinque continenti per documentare, con immagini in un bianco e nero di grande incanto, la rara bellezza del nostro principale patrimonio, unico e prezioso: il nostro pianeta. 

Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi

Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi è il titolo della mostra che il Forte di Bard ha dedicatato ad uno dei più grandi alpinisti italiani, promossa e prodotta da Associazione Forte di Bard con Contrasto, Civita e Gamm Giunti a cura di Alessandra Mauro e Angelo Ponta ed in collaborazione con l’archivio Bonatti. L’esposizione con l’ausilio di video, di documenti inediti e di un allestimento particolarmente coinvolgente all'interno dell'Opera Mortai della fortezza, ha ripercorso il racconto visivo, le vicende esistenziali e le avventure dell’alpinista ed esploratore italiano. Esposto anche alcuni significativi cimeli appartenuti a Bonatti, tra cui la macchina da scrivere donatagli al ritorno dal K2, che userà per tutta la vita, modello Everest, i guanti e la macchina fotografica del Dru, una Ferrania Condoretta, gli scarponi usati sul Cervino e il casco e la giacca indossati sul Pilone centrale del Monte Bianco. 

Astrattismo in Europa

Astrattismo in Europa. Kandinsky, Popova, Majakovskij, Malevič è il titolo della grande mostra d’arte che il Forte di Bard ha ospitato dal 31 gennaio al 2 giugno 2015. Oltre 80 opere, principalmente olii e disegni di straordinario valore e un bronzo di Anton Pevsner, appartenenti a una prestigiosa collezione privata tedesca, per la prima volta esposta in Italia. In mostra anche 44 libri originali del medesimo movimento artistico culturale con numerosi pezzi di Wladimir Majakovskij e opere di Nikolay Punin, Kasimir Malevič, Lajos Kassák e due filmati di Hans Richter (1888-1976) e Viking Eggeling (1880-1925), pionieri dell’astrattismo geometrico cinematografico d’avanguardia europeo. I loro lavori, terminati nel 1921, sono considerati tra le opere fondamentali della modernità.

Wildlife Photographer of the Year 2014

Per il sesto anno è il principale polo culturale della Valle d’Aosta ha ospitato in esclusiva, dal 7 febbraio al 2 giugno 2015, la prima tappa italiana del tour mondiale della mostra fotografica Wildlife Photographer of the year, l’evento fotografico più prestigioso e importante del suo genere. Il premio indetto dal Natural History Museum di Londra in collaborazione con il BBC Wildlife Magazine, ha raccolto in questa cinquantesima edizione 42.000 concorrenti, provenienti da 96 paesi, mostrando così i luoghi più sorprendenti del pianeta. 


Josef Koudelka. Vestiges 1991-2014

Il Forte di Bard ha presentato dal 7 dicembre 2014 al 3 maggio 2015, Josef Koudelka – Vestiges 1991-2014. Si tratta della prima esposizione assoluta in Italia del più imponente progetto fotografico di uno dei maestri mondiali della fotografia. Il progetto Vestiges, che vede impegnato da oltre vent'anni il grande fotografo membro dell'agenzia Magnum Photos, propone la sua interpretazione fotografica e artistica di alcuni dei più importanti siti archeologici della cultura romana e greca, in un itinerario attraverso venti paesi, dalla Grecia al Libano, dalla Siria all’Algeria, dalla Turchia all’Italia e oltre duecento località che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

World Press Photo 14

Il Forte di Bard ha ospitato dal 6 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015, la mostra
World Press Photo, edizione 2014. L’esposizione presenta le immagini più belle e rappresentative che per un anno intero hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. In questa edizione hanno partecipato 5.754 fotografi provenienti da 132 paesi, per un totale di 98.671 immagini selezionate. L’immagine che si è aggiudicata il titolo di Foto dell’anno 2013 è quella del fotografo americano John Stanmeyer di VII Photo Agency. Nello scatto alcuni migranti africani di notte lungo la costa di Gibuti alzano al cielo i loro cellulari per captare il segnale dalla vicina Somalia per poter parlare con i loro cari. 

Sergio Larrain. Vagabondages

Dopo il fortunato progetto Magnum Contact Sheet, che sta girando il mondo con il brand del Forte di Bard, è proseguito con una prima assoluta per l’Italia la partnership tra il Forte di Bard e Magnum Photos, la più prestigiosa agenzia fotografica al mondo. Dal 25 giugno al 9 novembre 2014 le sale delle Cantine hanno ospitato la mostra Sergio Larrain. Vagabondages, una coproduzione Magnum Photos e Fondation Henri Cartier-Bresson. Dopo lo straordinario successo ai Rencontres di Arles del 2013, si tratta della prima retrospettiva italiana a lui dedicata. Il progetto, che ha ottenuto l’alto patrocinio dell’Ambasciata del Cile in Italia, è incentrato sulla figura enigmatica del fotografo cileno Sergio Larrain (1931-2012) di cui presenta le inedite opere vintage oltre a materiale documentale originale.

Pablo Picasso. il colore inciso

Dal 20 giugno al 26 ottobre 2014 il Forte di Bard ha accolto l’evento Pablo Picasso. Il colore inciso. La mostra, a cura di Markus Müller e Gabriele Accornero coprodotta dall’Associazione Forte di Bard in partnership con il Museo Picasso di Münster, è stata la più importante retrospettiva sulla produzione di linografie del maestro spagnolo mai realizzata in Europa, per ampiezza e alto valore qualitativo delle opere.
Circa 140 le opere in mostra: un nucleo cospicuo dedicato ai grandi temi della cultura del Mediterraneo - Arcadia, Minotauro, Mitologia - che documenta il percorso di acquisizione progressiva da parte di Picasso dei segreti di questa tecnica: dalle prime prove fino al culmine stilistico del 1959, ovvero i capolavori Fauno e Satiro, e la ‘copia’ del Ritratto di giovane donna di Lucas Cranach il Giovane, realizzata, quest’ultima, a partire da un multi-blocco di linoleum e con un processo di successione di stati intermedi di grande complessità. Nel progetto espositivo grande importanza è stata data al processo creativo che portava il genio spagnolo a creare i suoi capolavori con la tecnica dell’incisione. Esposta, infatti, anche una sequenza completa di undici prove con varianti di colore sul tema Baccanale con toro. Sequenza che testimonia la grande vitalità e il virtuosismo del processo creativo dell’artista. Un confronto interessante è stato dato dal dialogo con le ceramiche che in parallelo l’artista realizzava, sapientemente accostate, nel percorso espositivo, alle opere grafiche. Pezzi di pregio, provenienti dal Museo della Ceramica di Vallauris e da collezioni private.

Montserrat, opere maggiori dell'Abbazia

Montserrat, Opere maggiori dell’Abbazia è il titolo della grande mostra che il Forte di Bard, principale polo culturale e turistico della Valle d’Aosta, ha ospitato dal 31 gennaio al 2 giugno 2014. Il progetto ha presentato per la prima volta raccolte in un unico evento, le opere dal grande valore storico-artistico provenienti dal Monastero benedettino di Montserrat, località a pochi chilometri da Barcellona, in Catalogna.
In mostra cento capolavori, dal Romanico al Barocco, dall’Impressionismo all’Avanguardia, con omaggi particolari all’arte italiana e alla pittura antica spagnola. Tra le opere spiccano il San Gerolamo di Caravaggio, le tele di Gianbattista Tiepolo, Luca Giordano, Francesco Solimena, Andrea da Salerno, Pedro Berruguete, Marià Fortuny, Rembrandt e due capricci di Luigi Rossini mai esposti. A questi si aggiungono altri grandi maestri della storia dell’arte: Monet, Degas, Pisarro, Sisley, Rouault, Chagall, Braque, Marini, Hartung, Rusiñol, Picasso, Dalí, Tàpies, Poliakoff, Chanko, Le Corbusier e Subirachs. La mostra ha visto  il prezioso contributo oltre che dei curatori, Josep de C. Laplana e Gabriele Accornero, anche del Priore della Comunità Monastica di Bose, Enzo Bianchi, e dell’Abate di Montserrat, Dom Josep Maria Soler. 
Il progetto ha avuto accanto alla rilevanza artistica e culturale anche un pregnante significato in relazione alla vicinanza tra le regioni autonome della Catalogna e della Valle d’Aosta e tra Spagna e Italia.

Wildlife Photographer of the Year

Per il quinto anno (dal 2010) il principale polo culturale della Valle d’Aosta ospita in esclusiva, la prima tappa italiana del tour mondiale di Wildlife Photographer of the year. In mostra oltre cento emozionanti immagini, vincitrici nelle 18 categorie del premio indetto dal Natural History Museum di Londra in collaborazione con il Bbc Wildlife Magazine, giunto ormai alla sua 49esima edizione e senz’altro il più prestigioso nel suo genere. In media partecipano 43.000 concorrenti, provenienti da cento paesi del mondo, tra semplice amatori e fotografi professionisti. In ognuna delle sedici categorie, sono stati selezionati i vincitori da una giuria di stimati esperti e fotografi naturalisti.

World Press Photo 2013

Il legame tra il Forte di Bard e la fotografia si consolida attraverso un nuovo importante evento espositivo. Il polo museale ha accolto dal 7 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014, la nuova tappa italiana della mostra World Press Photo, risultato del più importante concorso internazionale di fotogiornalismo organizzato dal 1955, dalla World Press Photo Foundation, organizzazione indipendente senza scopo di lucro con sede ad Amsterdam. L’esposizione presenta le immagini più belle e rappresentative che per un anno intero hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. In questa edizione hanno partecipato 5.666 fotografi provenienti da 124 paesi, per un totale di 103.481 immagini selezionate. Il percorso espositivo, allestito nelle sale delle Cannoniere del Forte, è suddiviso in nove sezioni equivalenti alle nove categorie del concorso: vita quotidiana, protagonisti dell’attualità, notizie brevi, notizie generali, natura, storie d’attualità, arte e spettacolo, ritratti, sport. Le immagini sono presentate senza censure. L’immagine che si è aggiudicata il titolo di Foto dell’anno 2012 è quella del fotografo svedese Paul Hansen, scattata per il giornale Dagens Nyheter e mostra il funerale di due bambini palestinesi uccisi durante un attacco missilistico israeliano.

Magnum Contact Sheets

Una grande mostra coprodotta dalla prestigiosa Agenzia fotografica Magnum Photos e dal Forte di Bard. Una collettiva straordinaria, ad oltre dieci anni di distanza dall’ultima realizzata da Magnum in Italia. L’esposizione rappresenta un’ambiziosa coproduzione destinata a girare il mondo. Magnum Contact Sheets rappresenta l’avvio di un sodalizio tra le due prestigiose istituzioni Magnum Photos e Forte di Bard finalizzato alla coproduzione di progetti autoriali e alla proposta fotografica ai massimi livelli in termini di contenuti, location e scelte allestitive e editoriali.
Il progetto si focalizza sul provino a contatto quale riferimento per l’esplorazione del processo creativo alla base di alcune delle più famose icone fotografiche al mondo. L’intento è quello di trasmettere al visitatore la sensazione che vive il fotografo nel momento in cui vede il proprio lavoro per la prima volta e far comprendere come avviene il processo di selezione dell’immagine, un’esperienza autoriale e artistica.
Grazie alla vocazione di agenzia di stampa di Magnum Photos che si esprime da sempre attraverso una presenza quotidiana nei luoghi dell’attualità e dei grandi avvenimenti, la mostra rappresenta inoltre uno spaccato sociale, politico e di costume della storia internazionale degli ultimi 80 anni.


Giacometti, l'homme qui marche

E’ dalla collaborazione tra il Forte di Bard e la Fondazione Aimé et Marguerite Maeght di Saint-Paul de Vence che, dopo il successo della mostra dedicata a Joan Miró, Poème, nasce il prestigioso progetto espositivo dedicato a Alberto Giacometti. L’artista, tra i maggiori del Novecento, ha saputo più di ogni altro interpretare i dubbi, le incertezze, le angosce del secolo appena trascorso. La mostra Giacometti. L’Homme qui marche, dal nome del capolavoro attorno a cui ruota l’intero percorso espositivo, presenta dal 7 luglio al 18 novembre 2012, oltre 120 opere tra sculture, oli, disegni, litografie originali, acqueforti oltre che alcuni delicatissimi modellini in gesso, in un percorso che privilegia la produzione ‘matura’ dell’artista, totalmente centrata sull’uomo e sulla sua vita interiore.
La mostra, curata da Isabelle Maeght e Gabriele Accornero, ha ripercorso la ricca produzione dell’artista nelle opere provenienti dalla Fondazione Maeght e dalle collezioni private della famiglia Maeght.

Mariyn, the last sitting. Bert Stern

Dolce, selvaggia, vulnerabile, seducente. Così viene comunemente descritta dai biografi Marilyn Monroe, attrice diventata un’intramontabile icona di stile. La sua scomparsa improvvisa l’ha resa immortale consegnando ai posteri l’immagine di una donna splendida, segnata da una vita sofferta e contradditoria. Il Forte di Bard, principale polo culturale della Valle d’Aosta, ha dedicato al mito di Marilyn, in concomitanza con il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, la mostra “Marilyn, the last sitting. Bert Stern” che porta in Italia gli scatti realizzati da Bert Stern in occasione di quello che è stato l’ultimo servizio fotografico dall’attrice prima della tragica scomparsa avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 1962. Curata da Olivier Lorquin (Presidente e Direttore Generale del Museo Maillol di Parigi), Isabelle Maeght (Amministratore della Fondazione Marguerite et Aimé Maeght di Saint Paul de Vence) e Gabriele Accornero (Consigliere Delegato del Forte di Bard) con la collaborazione della Galleria Staley Wise di New York, l’esposizione ha presentato al pubblico, dal 10 giugno al 4 novembre 2012, sessanta fotografie che rappresentano il particolare modo con cui Bert Stern ha guardato e restituito la bellezza di Marilyn Monroe, trasfigurando le sue forme in opera d’arte. La mostra ha incluso alcuni dei più espliciti scatti mai realizzati della diva. Il risultato è la trasformazione della Monroe da icona della pin up girl a Venere del XX secolo.

Dalla Terra all'Uomo. Yann Arthus-Bertrand


Dal 7 dicembre 2012 al 1° settembre 2013 al Forte di Bard, ha ospitato la mostra “Dalla Terra all’Uomo - un ritratto aereo del pianeta”, la prima retrospettiva in Italia dedicata al fotografo e regista francese Yann Arthus-Bertrand. L’esposizione, a cura di Gabriele Accornero e Catherine Arthus-Bertrand, si pone l’obiettivo di presentare in chiave artistica e divulgativa la migliore produzione dell’artista Yann Arthus-Bertrand, arricchita da un site specific sulla Valle d’Aosta, con particolare riferimento alla risorsa idrica e alle più alte cime delle Alpi. L’impegno ambientale e ecologico rappresenta il fondamentale movente dell’arte fotografica e cinematografica dell’artista.
Il percorso espositivo ha presentato oltre cento fotografie di grandi dimensioni che rappresentano la migliore produzione del progetto “La terra vista dal cielo – La Terre Vue du Ciel” realizzato sotto l’Alto patronato dell’Unesco e sostenuto da Air France comprese le più recenti immagini scattate nel corso degli ultimi viaggi dell’artista e quindici fotografie realizzate site specific sulla Valle d’Aosta. In mostra tutti gli highlights del progetto che ha richiesto 20 anni di lavoro. Dal 1992 Arthus-Bertrand ha sorvolato i cinque continenti documentando i cambiamenti in corso, l’impatto dell’uomo sui territori, con l’obiettivo di sensibilizzare il maggior numero di persone possibile sull’importanza di uno sviluppo sostenibile. In mostra anche il video “Vu du ciel Val d’Aoste”, incredibile viaggio sulle montagne più spettacolari delle Alpi.

I Tesori del Principe


Il Forte ha ospitato dal 9 dicembre 2011 al 31 maggio 2012, la mostra I tesori del Principe. Rubens, Brueghel, Rembrandt, Cranach, Hayez, Canaletto. Capolavori delle Collezioni del Principe del Liechtenstein.
Curata da Johann Kräftner, Direttore delle Collezioni del Principe del Liechtenstein e da Gabriele Accornero, Amministratore Delegato del Forte di Bard, la mostra ha portato in Italia una selezione di opere della più importante collezione d’arte privata esistente al mondo, anche arricchita da importanti capolavori della collezione Schönborn-Buchheim. I principi del Liechtenstein, una delle più antiche famiglie nobili austriache, sono collezionisti da cinque secoli con particolare attenzione per l’epoca barocca, il Classicismo e l’800. Esposte 80 opere, alcune di dimensioni monumentali: 75 oli, tre sculture, un cabinet di pietre dure e un arazzo, in un percorso che attraversa sette sale negli spazi espositivi del Cannoniere. L’esposizione presenta una straordinaria selezione di capolavori assoluti della storia dell’arte realizzati tra il 1500 e la seconda metà del XIXesimo secolo.
Il percorso espositivo si articola per correnti stilistiche in analogia con il Palazzo in villa a Vienna:
• Sala 1. Rubens
• Sala 2. I Fiamminghi (Van Dick, Jan Brueghel Il Vecchio, Jan Brueghel Il Giovane, Hals, Jordaens, Balen, Van Loon)
• Sala 3. Cranach e gli Olandesi (Dou, Huysum, Momper, Kick, Berckheyde, Heem, Cranach il Vecchio, Rembrandt)
• Sale 4 e 5. L’Italia (Berrettini, Pasinelli, Procaccini, Cantarini, Pietro da Cortona, Reni,
Giambologna, Franceschini, Bellucci, Soldani-Benzi, Allori, Moroni, Maggiotto, Solimena, Hayez, Marinari)
• Sala 6. Vedutismo (Canaletto, Vernet, Ender, Pannini, Locatelli, Ghisolfi, Hubert, Rebell, Waldmuller)
• Sala 7. Classicismo e Biedermeier viennese (Amerling, Abel, Fuger, Petter, Makart, Schadow,
Hayez, Angelica Kauffmann, Hackert)

Joan Mir
ó. Poème

Joan Miró, Poème è il titolo della mostra allestita dal 18 maggio al 1° novembre 2011 negli spazi espositivi del Forte di Bard. Curata da Sylvie Forestier con il contributo organizzativo di Isabelle Maeght e Gabriele Accornero, l’esposizione è organizzata dall’Associazione Forte di Bard, con il sostegno della Regione Autonoma Valle d’Aosta, della Compagnia di San Paolo, della Fondazione Crt e della Finaosta Spa e usufruisce di prestiti concessi dalla Fondazione Maeght di Saint-Paul-de-Vence (Provenza) con la quale il Forte di Bard ha firmato un accordo di collaborazione. I prestiti hanno permesso di riunire un insieme di 192 opere particolarmente significative: 17 oli, 58 sculture, 91 opere grafiche, tra disegni, incisioni e litografie originali, 17 ceramiche e 6 libri illustrati, un makemono, un immenso arazzo e la maquette per la ceramica murale dell’Unesco a Parigi.
Realizzate fra il 1947 e il 1980, le opere occupano gli spazi severi e nobili del Forte per dare vita ad un’eccezionale rievocazione della rivoluzione plastica che caratterizzò quel periodo e che ebbe in Miró uno dei maggiori interpreti. Il visitatore potrà cogliere la sua importanza nell’arte del Novecento, immerso in un percorso fatto di continue sorprese: quelle che gli riserva il genio e la poetica di questo artista, certamente uno dei più sconcertanti e sottili della modernità.
 

Space Change

Due dei nomi più noti nel panorama dell’arte contemporanea internazionale si sono incontrati in occasione di un grande evento espositivo al Forte di Bard, dal 28 marzo al 4 luglio 2010: Space Change. Mark Lewis, David Tremlett in Forte di Bard. David Tremlett, nato a Sticker in Cornovaglia nel 1945, noto in tutto il mondo per i suoi “wall drawings” realizzati nei principali musei e gallerie, e Mark Lewis, filmaker, nato a Hamilton in Canada nel 1958 e protagonista del Padiglione del Canada alla Biennale 2009 di Venezia, hanno realizzato entrambi un lavoro nelle sale delle Cannoniere della fortezza, interpretando la storia, lo spazio e l’anima di questo luogo particolarmente suggestivo e singolare alle porte della Valle d’Aosta.
La mostra, curata da Nicoletta Pallini, ha proposto due vere e proprie “personali” dei due artisti che invitano a una sorta di dialogo e di riflessione. David Tremlett è intervenuto con una serie di innovativi “wall drawings” stendendo a piene mani, come è sua consuetudine, pastelli e pigmenti colorati direttamente sulla superficie dei muri delle sale delle Cannoniere, utilizzando in questa occasione anche un altro materiale, il grasso, spalmandolo e “graffiandolo” con la punta delle dita proprio per richiamare alla memoria il passato ricco di vicende guerriere di questa fortezza. Il risultato è un’opera di grande forza e vigore che, con la sua tangibile fisicità, si inserisce alla perfezione in questo ambiente come se vi facesse parte da sempre. Di grande impatto è anche il nuovo film che Mark Lewis ha girato appositamente per il Forte di Bard, Forte!, February 2010, sorvolando dall’alto di un elicottero la rocca, la fortezza, il fiume, le montagne e le vallate circostanti disseminate di laghi alpini, in una visione aerea che svela a poco a poco la singolare grandiosità di questa architettura militare. Il tutto senza sonoro com’è ormai consuetudine nel lavoro dell’artista.

Alphonse Mucha. Modernista e visionario


Il Forte di Bard ha ospitato in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita dell'artista ceco Alphonse Mucha l'esposizione, "Alphonse Mucha: modernista e visionario". Il progetto promosso dall’Associazione Forte di Bard in collaborazione con la Fondazione Mucha e curato da Tomoko Sato, unica studiosa ufficiale della collezione per la Fondazione Mucha, ha portato per la prima volta in Italia la ricca produzione di questo maestro di stile.
Alphonse Mucha (1860-1939), artista ceco, è stato uno dei rappresentanti più significativi dell’Art Nouveau. Il suo stile lo rende “fautore” di un nuovo linguaggio comunicativo, di un’arte visiva innovatrice e potente: le immagini femminili dei suoi poster, fortemente sensuali e cariche di erotismo, entro composizioni grafiche ben precise arrivano e spopolano in tutti i ceti e gli ambienti della società dell’epoca e, tutt’ora, alla vista degli odiernissimi manifesti pubblicitari è possibile scorgere il gene artistico di Mucha. Lo “Stile Mucha” lo ha reso unico, riconoscibile, modernista appunto, eterno simbolo dell’Art Nouveau.
Il percorso espositivo in tre parti, ha presentato vari ambiti, prospettive e aspetti dell’arte di Alphonse Mucha. Mucha padre della grafica, Mucha filosofo e artista visionario. Più di duecento opere della collezione della Fondazione, oltre ad una quarantina provenienti da collezioni private, hanno mostrato il lavoro e il genio creativo dell’artista.

Verso l’alto. L’ascesa come esperienza del sacro

La montagna come luogo di solitudine, di meditazione, di incontro con una dimensione che trascende la realtà terrena. La mostra ha illustrato la forte componente simbolica, spirituale e antropologica della montagna, che rimanda al trascendere, all’infinito, all’eterno, al divino. Capolavori della storia dell’arte, fotografie e oggetti documentano queste valenze nelle diverse culture del mondo. Nelle sale delle Cannoniere, la sezione “L’arte, la montagna, il sacro” ha sviluppato attraverso un percorso iconografico con opere d’arte e oggetti, selezionati sulla base di alcuni temi guida a cui si può ricondurre l’interesse costante e diversificato per la montagna nelle civiltà prese in esame. Due delle più prestigiose collezioni di arte asiatica di Parigi - il Museo Guimet e il Museo Cernuschi - hanno concesso in prestito dipinti, vasi e tessuti inediti che testimoniano le concezioni che caratterizzano la cultura cinese e quella tibetana: per la prima la montagna è dimora degli dei, per la seconda viene identificata con la divinità. Infine, la montagna come luogo di incontro tra l’uomo e Dio, come tramanda la tradizione ebraico-cristiana del Vecchio e del Nuovo Testamento, nei capolavori di alcuni maestri come Donatello, Domenico Beccafumi, Marc Chagall, Emilio Vedova.
Nelle Cantine, una sezione documentaria dal titolo “Introduzione alla montagna sacra” - attraverso immagini fotografiche, plastici, oggetti - sviluppa il tema della montagna come simbolo divino nelle civiltà dell’antica Mesopotamia, della Cina, delle popolazioni indiane del Nord America, delle popolazioni del Centro America.
Nella sezione “Le altezze dello spirito” allestita nel Corpo di Guardia è stata rappresentata l’ascensione in montagna nell’esperienza dell'alpinista Abele Blanc. Il valore dell’altezza nella ricerca della spiritualità, indagato nelle confessioni religiose più diffuse oggi nel mondo, è oggetto dei preziosi scritti di approfondimento che Enzo Bianchi ha elaborato per la mostra. A conclusione del percorso espositivo, nella Piazza d’Armi, l’installazione “Le Vette tra il Forte e il cielo”, ideata e progettata dal fotografo e regista Paolo Buroni.

Terra. Materia e simbolo. Arte, video e foto

In concomitanza con l’Anno Internazionale della Terra indetto dall’Unesco, l’Associazione Forte di Bard ha proposto un evento espositivo dedicato all’elemento terra, curato da Enrico Crispolti e Pierluigi Carofano, con il sostegno della Regione Autonoma Valle d’Aosta, della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Crt e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dell’Unesco.
Raramente la nostra vita quotidiana ci porta a un contatto diretto con l’elemento terra. Essa è in parte nascosta sotto ciò che l’uomo vi ha costruito. La possibilità di svelare e far idealmente riaffiorare ciò che è celato ai nostri occhi è il principio che muove la mostra. La terra è nelle mani dell’uomo: l’esortazione affinché se ne prenda cura è il messaggio finale. Il percorso espositivo, allestito nei locali dell’Opera Carlo Alberto, affronta il profondo legame tra la terra e l’uomo articolandosi in quattro sezioni: storico-artistica, fotografica, iconografica e interattiva/esperienziale.

Segni di Pietra.
Torri, castelli, manieri e residenze. Disegni e osservazioni di Francesco Corni


L’evento espositivo, promosso e curato dall’Associazione Forte di Bard, è dedicato alle eccezionali illustrazioni delle strutture fortificate valdostane, a partire dall’anno Mille sino al 1800, realizzate da Francesco Corni, messe a confronto con alcuni tra i più significativi modelli di fortificazione italiani ed europei. La mostra intende presentare, attraverso documenti e immagini video, questo immenso patrimonio, le sue caratteristiche e la sua trasformazione d’uso nei secoli, da castello in fortezza, a residenza di piacere. L’allestimento avvolge il visitatore in una dimensione architettonica unica attraverso il contributo di immagini, musiche e l’ambientazione suggestiva del Forte di Bard. La mostra ha presentato un centinaio di disegni in cui l’autore, con la tecnica dello spaccato prospettico e della veduta dall’alto, coglie ogni monumento nel suo insieme, illustrando nel contempo, le fasi principali del suo sviluppo e le peculiarità costruttive che lo rendono unico.

In cima alle stelle. L’universo tra arte, archeologia e scienza
E' la grande mostra che il Forte di Bard ha dedicato al tema della relazione tra uomo e universo. Un viaggio evocativo dall’epoca preistorica fino ai giorni nostri, attraverso un percorso multidisciplinare, che coniuga rigore scientifico e aspetti divulgativi. Molteplici linguaggi si fondono per raccontare in cinque momenti, autonomi ma complementari, alcuni aspetti dell’affascinante relazione tra l’uomo e l’universo: installazioni multimediali interattive, ma anche reperti, strumenti, opere d’arte e libri di rilevante valore archeologico, storico e artistico.

Alpi di Sogno
La mostra testimonia il particolare momento della storia dell'arte e della cultura europea in cui la raffigurazione della montagna passa da una confusa percezione a immagine codificata, che investe tanto l'aspetto fisico della conoscenza del territorio, quanto l'evoluzione dei principi della percezione estetica ed emozionale. La rappresentazione della montagna è un aspetto organico alla cultura figurativa del tempo, nutrita dall'interscambio con la letteratura e la cultura scientifica, in stretta correlazione con i canoni della tradizione e il rinnovamento della visione.
Fra Ottocento e Novecento con lo sviluppo del turismo, dei soggiorni salutari e dell'alpinismo, si assiste a un progressivo avvicinamento della montagna alla città e all'incremento della richiesta di immagini sull'argomento prodotte con le più svariate tecniche: dalla pittura, alla fotografia, all'illustrazione pubblicitaria.
Sezioni collaterali: Le Alpi disegnate: un centinaio di delicati schizzi sulla Valle d'Aosta realizzati dalla "tourista" inglese Henrietta Anne Fortescue di inizio Ottocento e una selezione dei celebri disegni a china di Giuseppe Pietro Bagetti che illustra, con l'occhio attento e preciso del pittore topografo, la traversata del Gran San Bernardo e l'assedio di Bard da parte delle armate napoleoniche.
Percezioni di mutamento, una rassegna di arte contemporanea per evidenziare l'atteggiamento radicalmente diverso degli artisti contemporanei nei confronti della montagna. Non è più l'ambiente il soggetto della rappresentazione, ma l'oggetto artificiale e i segni del l'uomo sul paesaggio.
Gli artisti: Marco Gastini, Walter Niedermayr, Thomas Poehler, Piero Ruggeri, Monica Studer & Christophe Van den Berg, Finlay Taylor, Guy Zahler.

 
 
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